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Dalle Missioni Spaziali alla Skincare ModernaNegli anni ’90, la NASA iniziò a finanziare una serie di ricerche per risolvere un problema molto particolare: come coltivare piante durante le missioni spaziali di lunga durata.
Per farlo, i ricercatori svilupparono sistemi di illuminazione a LED in grado di fornire specifiche lunghezze d’onda luminose alle colture presenti nello Space Shuttle. Uno dei progetti più noti fu sviluppato grazie al supporto del NASA Marshall Space Flight Center e del Wisconsin Center for Space Automation and Robotics.
Durante questi studi, gli scienziati iniziarono a osservare che alcune lunghezze d’onda non influenzavano soltanto la crescita delle piante.
Sembravano interagire anche con i tessuti biologici. https://spinoff.nasa.gov/NASA-Research-Illuminates-Medical-Uses-of-Light
Uno dei pionieri più citati in questo campo è il Dr. Harry T. Whelan dell’Università del Wisconsin.
Tra la fine degli anni ‘90 e i primi anni 2000, Whelan e il suo team pubblicarono numerosi lavori scientifici sull’utilizzo della tecnologia LED sviluppata per la NASA in applicazioni mediche. https://dupuytrens.org/DupPDFs/2001_Whelan.pdf
Nel famoso studio:
“Effect of NASA Light-Emitting Diode Irradiation on Wound Healing” (2001)
i ricercatori osservarono effetti biologici significativi in modelli sperimentali e culture cellulari esposte a specifiche lunghezze d’onda luminose. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11776448/
Questi risultati contribuirono ad aumentare l’interesse scientifico verso la terapia LED e la fotobiomodulazione.
Oggi gli scienziati utilizzano il termine:
Photobiomodulation (PBM)
per descrivere il processo attraverso il quale determinate lunghezze d’onda luminose possono influenzare l’attività cellulare.
In parole semplici:
quando la luce raggiunge la pelle, parte della sua energia viene assorbita dalle cellule.
Questa interazione può influenzare diversi processi biologici che sono stati studiati per decenni in ambito dermatologico e medico.
https://www.researchgate.net/publication/260964425_The_NASA_light-emitting_diode_medical_program-progress_in_space_flight_and_terrestrial_applications
Con il passare degli anni, la ricerca sulla terapia LED si è estesa al settore dermatologico e cosmetico.
Numerosi studi clinici hanno analizzato l’utilizzo di differenti lunghezze d’onda per il miglioramento dell’aspetto della pelle, del tono cutaneo, delle imperfezioni e dei segni dell’invecchiamento.
Oggi la terapia LED è una delle tecnologie più diffuse nei centri estetici, nelle cliniche dermatologiche e nelle moderne routine skincare.
Ogni lunghezza d’onda interagisce con la pelle in modo differente.
Per questo PhotonGlow™ integra 7 modalità luminose in un unico dispositivo.
Invece di limitarsi a una sola funzione, permette di personalizzare il trattamento in base alle esigenze specifiche della pelle.
È il risultato di decenni di ricerca sulla luce e sulla sua interazione con i tessuti biologici.
PhotonGlow™ non è un dispositivo medico e non è destinato a diagnosticare, trattare, curare o prevenire malattie. I risultati possono variare da persona a persona in base a età, tipologia di pelle, costanza di utilizzo e routine skincare adottata.